CDS

CDS, un headquarter disegnato sull’organigramma

Oltre 5.000 mq ricavati da un ex megastore: nella nuova sede siciliana del gruppo la distribuzione degli spazi risponde ai flussi reali della grande distribuzione, tra incontro, riservatezza e formazione

CDS – Centro Distribuzione Supermercati, la società della grande distribuzione che fa capo al Gruppo Romano, opera in Sicilia con più insegne, una rete di punti vendita e un assortimento vicino alle 50.000 referenze. Acquisti, vendite, franchising, prodotti a marchio e marketing convivono in un’organizzazione che vive di rapporti continui con fornitori, buyer e category manager. È da qui, non da un modello astratto di ufficio, che parte il progetto firmato dell’architetto Paolo Pampanoni.

L’incarico nasce dopo la visita del Presidente del Gruppo alla sede di Superemme a Cagliari, curato dallo stesso Studio. Il punto di partenza è un’azienda cresciuta più in fretta del proprio quartier generale: spazi evoluti per aggiunte successive e congestionati, non più coerenti con le dimensioni aziendali raggiunte. Il nuovo edificio, circa 3.000 mq, oltre 100 persone stabili, doveva accogliere uffici commerciali e acquisti, le società del Gruppo, numerose sale riunioni, la formazione e l’Academy aziendale “Accàde”.

Pampanoni legge la pianta a partire dall’organigramma. Nella GDO il ricevimento dei fornitori e la valutazione delle merci, di ogni categoria merceologica, sono attività quotidiane e la struttura funzionale ne esce dichiaratamente orientata sulle parti di riunione: le sale si moltiplicano in misura ampia rispetto alla sede precedente, affiancate dai phonebooth per colloqui riservati e training e spazi di stoccaggio per le campionature. Ne deriva la scelta di dividere la sede in due aree distinte, una pubblica per ospiti e fornitori e una operativa, separate nettamente per ragioni di privacy, concentrazione ed efficienza: il visitatore vi accede solo se accompagnato, gli operatori tramite codici d’accesso.

La difficoltà maggiore da affrontare è stata l’involucro: un ex call center poi grande store con circa 11,5 metri di altezza interna. Dentro la scatola in cemento armato esistente viene inserita una struttura in acciaio che ancora le pareti divisorie, organizza il passaggio degli impianti, costruisce le separazioni acustiche e termiche e riporta il volume alla scala del lavoro. La doppia altezza resta leggibile all’ingresso, dove la reception del Gruppo Romano si apre sull’area di relazione, con il logo a parete sul fondo. Accàde, più che un’aula corsi, è pensata come spazio di relazione con la rete e verso l’esterno, tra formazione interna ed eventi.

La zona relazionale, arredata con sedute morbide, superfici chiare e presenza di verde, è separata dagli spazi operativi da pareti vetrate con una fascia satinata a mezza altezza. Una soluzione che mantiene la continuità visiva tra gli ambienti, ma riduce l’esposizione diretta delle postazioni e introduce un maggiore grado di riservatezza. Sul comfort acustico il progetto agisce su più fronti: la moquette, gli schermi fonoassorbenti tra le postazioni e gli interventi a soffitto riducono il riverbero interno e limitano la trasmissione attraverso le discontinuità aperte dagli impianti; le pareti Etoile gestiscono invece l’isolamento tra ambienti. Negli uffici e nelle aree di quotazione la scelta cade su Ritmica Alluminio a doppio vetro (70 mm), mentre nelle sale riunioni si adotta Unica con vetro acustico 66.2A: un profilo monovetro più sottile (51 mm) che cerca prestazioni analoghe con un ingombro ridotto.

Il controluce e le molte postazioni lontane dalle facciate spiegano l’attenzione alla luce artificiale: una luce brillante, che sostiene i bioritmi e la concentrazione. Sul piano delle scelte cromatiche  il progetto gestisce in modo neutro e flessibile i possibili abbinamenti: pareti, pavimenti e arredi formano una base su cui il cliente potrà muoversi liberamente, mentre restano fissi pannelli comunicativi di racconto dell’azienda e dei suoi. Poiché CDS produce di continuo campagne e materiali colorati, questa base è pensata perché il progetto non si cristallizzi sull’idea iniziale ma possa evolvere, lasciando che l’azienda sovrapponga nel tempo colori, grafiche e abbinamenti.