Fabio Santoni Etoile

E.Box: il silenzio entra nel progetto dello spazio ufficio

Intervista a Fabio Santoni sul sistema E.Box, la cabina acustica Etoile pensata per portare riservatezza, comfort e flessibilità nel progetto degli spazi di lavoro contemporanei

Il trend recente negli spazi di lavoro è quello di realizzare ambienti sempre più dinamici, attraversati da esigenze diverse: concentrazione individuale, telefonate riservate, video call, brevi riunioni, attività ibride. In questo scenario la qualità acustica non è più un tema secondario, ma una componente essenziale del progetto.

E.Box, la collezione di cabine acustiche sviluppata da Etoile, nasce per offrire all’interno dell’ufficio uno spazio protetto, confortevole e tecnicamente attrezzato, pensato per la riunione e il lavoro individuale. La struttura autoportante in estrusi di alluminio, le lastre in vetro acustico stratificato, il soffitto tecnico con ventilazione, illuminazione LED e impiantistica integrata definiscono un sistema capace di inserirsi con precisione negli ambienti professionali.

Il valore di E.Box riguarda anche la sua capacità di evolvere come linguaggio progettuale. Le versioni con pareti curve ampliano le possibilità di inserimento nello spazio, introducendo una presenza più fluida e morbida, particolarmente adatta ad ambienti che richiedono continuità visiva, attenzione percettiva e maggiore libertà compositiva.

Il prodotto si colloca in continuità con la cultura progettuale Etoile, legata al mondo delle pareti divisorie in vetro e dei sistemi integrati per l’ufficio. Pannelli fonoassorbenti, tende acustiche, accessori, mensole, piani di lavoro e pannelli di chiusura permettono di configurare la cabina in base alle diverse esigenze, anche in momenti successivi.

In un workplace sempre più flessibile, E.Box si propone quindi come uno strumento progettuale: non un semplice elemento da aggiungere allo spazio, ma una soluzione integrata, riconfigurabile e coerente con l’evoluzione degli ambienti di lavoro contemporanei.

Abbiamo incontrato Fabio Santoni, fondatore di Etoile, per approfondire la visione che ha guidato lo sviluppo di E.Box e capire quale ruolo possano avere le cabine acustiche nel futuro dell’ufficio.

Negli ultimi anni le cabine acustiche sono diventate sempre più presenti negli uffici. Da quale esigenza nasce E.Box e perché Etoile ha scelto di sviluppare un sistema di questo tipo partendo dalla propria esperienza nel mondo delle pareti divisorie?

E.Box nasce perché il mercato dell’ufficio oggi richiede soluzioni capaci di creare privacy all’interno di ambienti sempre più aperti. Nei grandi open space servono spazi protetti per telefonate, call, riunioni brevi o momenti di concentrazione, senza dover necessariamente costruire nuovi ambienti tradizionali.

Io amo definirlo, più che un phone booth, un “ufficio dentro l’ufficio”: un box inserito nello spazio operativo, con dimensioni diverse, ricambio d’aria, illuminazione e tutto ciò che serve per renderlo realmente utilizzabile.

E.Box non è concepito come un prodotto isolato, ma come parte di una visione più ampia dello spazio ufficio. Quanto è stata importante la continuità estetica, tecnica e progettuale con i sistemi parete Etoile?

È stata molto importante, perché ogni azienda ha un proprio modo di pensare, costruire e progettare. Etoile viene dal mondo delle pareti divisorie e quindi E.Box non poteva essere un prodotto estraneo alla nostra cultura tecnica. Doveva nascere dalla stessa esperienza, dallo stesso linguaggio e dalla stessa attenzione al dettaglio costruttivo.

Dal punto di vista di architetti e aziende, quali possibilità apre un sistema acustico modulare e attrezzabile, capace di adattarsi nel tempo a funzioni, layout e modalità di lavoro differenti?

Apre soprattutto la possibilità di lavorare sul progetto, non solo sul prodotto. E.Box non è pensato come un elemento standard chiuso, uguale per tutti, da prendere a magazzino e montare. Naturalmente esistono configurazioni e misure di riferimento, ma ogni ambiente ha esigenze diverse: dimensioni, altezze, colori, finiture, fonoassorbenza, accessori, dotazioni interne.

La struttura è stata pensata proprio per permettere adattamenti importanti. Possiamo intervenire su larghezze, profondità e altezze, anche con dimensioni superiori alla media, perché abbiamo lavorato su travi e componenti capaci di sostenere soluzioni più articolate.

Per architetti e aziende questo significa poter inserire E.Box in situazioni molto diverse, configurandolo in base alle reali necessità dello spazio e non secondo uno schema rigido. Non è un “frigorifero”, un prodotto identico per tutti: lo costruiamo sempre in relazione al progetto.

Oggi il mercato offre molte cabine acustiche. Quali sono gli elementi che rendono E.Box riconoscibile in termini di qualità costruttiva, comfort interno, sostenibilità dei materiali e personalizzazione?

Non amo fare confronti diretti con altri competitor. Ogni azienda segue la propria linea, poi sono il mercato, i clienti e i progettisti a giudicare. Noi abbiamo cercato di realizzare un prodotto molto tecnico, bello, solido e soprattutto vivibile.

Per me una cabina acustica deve funzionare davvero. Deve ridurre il riverbero, garantire comfort interno, permettere a due o tre persone di conversare senza disturbarsi e senza percepire l’ambiente come chiuso o scomodo. Per questo abbiamo prestato molta attenzione al ricambio d’aria, usando impianti adeguati, perché dentro uno spazio di questo tipo la qualità dell’aria è fondamentale.

C’è poi il tema dei materiali. Alluminio e vetro sono materiali durevoli, solidi e riciclabili, quindi coerenti con una logica di attenzione all’impatto ambientale. La sostenibilità, per noi, passa anche dalla durata del prodotto e dalla possibilità di adattarlo al progetto, evitando soluzioni usa e getta.

Gli uffici stanno evolvendo verso ambienti più ibridi e flessibili. Come immagini il ruolo di sistemi integrati come E.Box nei prossimi anni e quali sviluppi potranno avere all’interno del workplace contemporaneo?

Il futuro è difficile da prevedere, perché cambia continuamente. Però una cosa è chiara: le aziende avranno sempre più bisogno di spazi flessibili, capaci di adattarsi a esigenze diverse senza perdere qualità tecnica e comfort.

E.Box può avere un ruolo importante proprio perché permette di creare ambienti protetti dentro uffici aperti, senza trasformare ogni volta l’intero layout. È uno strumento che aiuta l’ufficio a diventare più dinamico.

Per noi sarà fondamentale restare attenti a ciò che il mercato richiede. Bisogna aggiornarsi, osservare, capire in anticipo dove stanno andando le esigenze. Siamo un’azienda che deve stare vigile, pronta a cogliere i cambiamenti e trasformarli in soluzioni concrete. Non inseguendo le mode, ma continuando a fare quello che sappiamo fare: prodotti tecnici, progettati bene e costruiti intorno allo spazio reale.