Progettare il tempo

Progettare il tempo

Il workplace adattivo segue il ritmo delle attività quotidiane, offrendo ambienti diversi per concentrazione, incontro, riservatezza e condivisione

Alle nove del mattino serve un luogo in cui mettere ordine nelle idee. Poco dopo arriva una videochiamata, quindi un confronto con i colleghi, l’incontro con un cliente, infine un’attività che richiede silenzio e continuità. Nell’arco di poche ore il lavoro cambia tono, intensità e forma. Lo spazio, invece, tende ancora a proporre risposte uniformi.

Il workplace adattivo prende forma da questa distanza. È un ambiente capace di interpretare i diversi momenti della giornata e di offrire condizioni coerenti con ciò che le persone devono fare: un sistema articolato, leggibile e semplice da utilizzare, nel quale ogni area sostiene una precisa modalità di lavoro.

Il ritmo delle attività

Lo spazio di lavoro contemporaneo accoglie attività individuali, riunioni ibride, conversazioni informali, telefonate riservate e momenti di concentrazione. La sola postazione non basta più a descriverne il funzionamento. Conta la possibilità di scegliere un ambiente adeguato, raggiungerlo con facilità e utilizzarlo senza attriti.

È il principio dell’ABW activity-based working, un modello che organizza l’ufficio attraverso spazi differenti, progettati in relazione ai compiti da svolgere. Già nel 2019 una revisione sistematica pubblicata su Building Research & Information, basata su 17 diversi studi e oltre 36.000 partecipanti, associava questi ambienti a maggiori opportunità di interazione e a un più ampio controllo sul tempo e sul luogo di lavoro. Secondo queste ricerche, le criticità più frequenti riguardano concentrazione e riservatezza, soprattutto quando le alternative disponibili non corrispondono alle esigenze concrete delle persone.

Una seconda revisione sistematica, pubblicata nel 2023 sul Journal of Environmental Psychology, restituisce un quadro articolato. La varietà degli ambienti può favorire produttività, benessere e qualità delle relazioni, a condizione che lo spazio sostenga anche il lavoro individuale e le attività che richiedono attenzione prolungata. Il valore dell’adattabilità risiede quindi nella precisione delle opzioni offerte, oltre che nel loro numero.

Ambienti con un carattere preciso

Un’area silenziosa deve proteggere dalle conversazioni. Una sala ibrida richiede qualità acustica, visibilità e impianti ben integrati. Gli spazi informali favoriscono l’incontro quando la loro collocazione non interferisce con le postazioni operative. Gli ambienti più raccolti possono accogliere una telefonata, un confronto breve o una pausa dal flusso dell’open space.

La qualità complessiva nasce dalla relazione tra queste parti. Distanze, cambi di materiale, variazioni della luce e volumi intermedi aiutano a definire le funzioni e rendono intuitivo il passaggio da una condizione di lavoro all’altra.

Anche le pareti partecipano a logica progettuale. Regolano luce, suono, profondità delle visuali e grado di riservatezza. Nella gamma di prodotti Etoile, vetro, alluminio, legno e sistemi integrati costruiscono una continuità architettonica capace di accompagnare funzioni diverse attraverso un linguaggio unitario.

Ritmica e Metrica, ad esempio, articolano il layout attraverso sistemi divisori disponibili in differenti configurazioni. Quadra integra separazione e contenimento, con vani tecnici e attrezzature interne che contribuiscono all’organizzazione dello spazio. La parete assume così un ruolo attivo nella capacità dell’ufficio di evolvere nel tempo.

Microarchitetture nel workplace

Negli ambienti aperti, cabine acustiche e piccoli volumi autonomi perimetrano luoghi dedicati. Accolgono telefonate, videochiamate e riunioni brevi, distribuendo meglio le attività e riducendo la pressione sulle sale meeting.

E.Box interpreta questa funzione come una microarchitettura inserita nell’ambiente operativo. La struttura autoportante in alluminio, il vetro acustico, i pannelli fonoassorbenti e il soffitto tecnico con ventilazione, illuminazione e impiantistica integrata definiscono uno spazio protetto e confortevole. Le diverse configurazioni accolgono il lavoro individuale e il confronto in piccoli gruppi, mantenendo continuità visiva con il contesto.

Un’adattabilità silenziosa

La qualità di uno spazio riconfigurabile emerge nella naturalezza con cui accompagna il cambiamento. Cablaggi accessibili, partizioni modificabili e sistemi contenitore permettono di adeguare l’ambiente senza trasformare ogni variazione in un’operazione complessa.

In questa prospettiva si inserisce Dodici, la collezione Etoile di tavoli operativi, direzionali e riunione, proposta anche in configurazioni singole o a bench. La struttura in profili estrusi di alluminio, le cave attrezzabili, il cablaggio integrato e la personalizzazione dimensionale permettono al piano di lavoro di partecipare fin dall’inizio all’organizzazione dello spazio.

Pareti e tavoli condividono così una logica costruttiva coerente e contribuiscono a comporre ambienti coordinati, capaci di evolvere insieme alle esigenze operative.

L’adattabilità diventa una qualità discreta, incorporata nel progetto e nella sua capacità di restare leggibile, confortevole e funzionale quando cambiano attività, gruppi e modalità di lavoro.

È in questa disponibilità al cambiamento che si misura il valore dell’ufficio contemporaneo: nella precisione con cui lo spazio continua a rispondere alle persone nel tempo.