Decorluxe

Lo spazio, in sequenza  

Negli ambienti Decorluxe di Chiuduno, Unica Slim di Etoile scandisce uffici, percorsi e luoghi di relazione attraverso una trama precisa di vetro e alluminio

Camminando lungo il corridoio, non si vede mai una sola stanza. Se ne vedono tre, quattro, sovrapposte dentro lo stesso sguardo: una sala riunioni dietro un ufficio, un altro corridoio dietro la sala riunioni, un riflesso che raddoppia tutto. È l’effetto immediato di Unica Slim, la parete di Etoile scelta per gli spazi Decorluxe a Chiuduno, ed è anche il primo indizio di come sia stato pensato l’intero progetto: non stanze in sequenza, ma un unico spazio che si lascia attraversare in profondità.

Da capannone a sede direzionale

Prima di essere un ufficio, questo era un capannone. Il progetto rientra infatti in un intervento più ampio di riqualificazione e ampliamento di un edificio industriale esistente, seguito da Studio ProgettoB20 di Brescia per progettazione, direzione lavori e coordinamento della sicurezza, un cantiere che ha interessato anche la revisione delle funzioni e degli impianti, dentro una trasformazione complessiva del sito produttivo. Ed è proprio in questo tipo di intervento, dove le geometrie preesistenti impongono i propri vincoli, che il ruolo di un sistema come Unica Slim diventa più leggibile: non un rivestimento aggiunto alla fine, ma il dispositivo che dà ordine e continuità a uno spazio recuperato.

Un linguaggio asciutto, un fondo continuo

Lungo i percorsi, gli uffici si susseguono in profondità. Le pareti vetrate lasciano affiorare piani, arredi, porte, altre stanze. I profili scuri accompagnano questa progressione e danno continuità al disegno degli interni: la percezione cambia a ogni passo, mantenendo però una coerenza visiva molto forte. Negli spazi di lavoro il linguaggio resta asciutto, minimale. Il bianco definisce pareti, contenitori e superfici orizzontali, il nero traccia telai, serramenti e basamenti, il pavimento minerale costruisce un fondo continuo. Su questa base si inseriscono pochi elementi più caratterizzati: le lampade sferiche sospese nel volume a doppia altezza, la scala dal segno deciso, le sedute color cuoio dell’area lounge.

Il sistema: vetro, alluminio, precisione

La parete Unica Slim partecipa direttamente a questa grammatica. Il sistema monovetro, con cristalli da 10 o 12 millimetri e profili in alluminio estruso di sezione ridotta, permette di costruire partizioni molto nette dal punto di vista geometrico. A pavimento e soffitto, lungo le partenze a muro e nei telai delle porte, il profilo segue il disegno degli ambienti con continuità assorbendo, allo stesso tempo, le variazioni dimensionali di un edificio riqualificato e garantendo una chiusura precisa contro le murature esistenti: condizione tutt’altro che scontata in un intervento di recupero, dove le tolleranze costruttive raramente coincidono con quelle di un cantiere costruito da zero.

Il nero come linea di costruzione

Nel progetto Decorluxe il nero dei profili assume quasi il valore di una linea di costruzione. Segna il perimetro degli uffici, definisce gli accessi, accompagna gli angoli e continua lungo i corridoi, dialogando con le strutture dei tavoli, con i serramenti esterni e con i dettagli degli arredi. È soprattutto nei percorsi che il sistema mostra il proprio peso progettuale: le pareti corrono lungo i lati dei corridoi e aprono visuali trasversali sulle postazioni operative e sulle sale riunioni. In alcuni punti si leggono tre o quattro ambienti in successione, vetri, riflessi e telai costruiscono livelli differenti di profondità, e il corridoio smette di essere una semplice fascia di passaggio: raccoglie visuali, orienta, mette in continuità le diverse aree di lavoro.

Funzioni diverse, un solo linguaggio

Le singole funzioni restano comunque riconoscibili. Gli uffici individuali hanno una scala più raccolta, le sale meeting si sviluppano attorno a grandi piani condivisi, le aree operative seguono una scansione regolare delle postazioni. Unica Slim accompagna queste variazioni mantenendo costante il linguaggio della partizione, negli incroci a due o tre vie risolti con elementi angolari in alluminio ancorati meccanicamente. Ogni sistema divisorio misura davvero la tenuta del disegno.

Luce, riflessi, identità

Anche la luce contribuisce in modo decisivo. Le grandi aperture perimetrali illuminano gli ambienti in profondità e trovano nel vetro una superficie capace di prolungarne la presenza; i lucernari e i corpi illuminanti a soffitto aggiungono ulteriori campiture, spesso riflesse sulle pareti trasparenti. In questa stratificazione entra con misura anche la grafica Decorluxe applicata al vetro: il segno bianco del marchio si sovrappone agli interni, cambia consistenza secondo la luce, si mescola alle geometrie retrostanti.

Dentro la cultura industriale

È una scelta coerente con la cultura industriale dell’azienda. Decorluxe opera da quasi trent’anni nelle lavorazioni superficiali per il packaging di profumeria, cosmetica e beverage, un ambito in cui finitura, controllo e precisione esecutiva incidono direttamente sulla qualità percepita del prodotto. Negli interni, questa attenzione trova corrispondenza nel modo in cui materiali e dettagli vengono messi in relazione anche attraverso un modulo tecnico apribile integrato nel profilo verticale, predisposto per punti presa e comandi, che lascia il cablaggio parte del sistema anziché aggiunta successiva.

La precisione degli incontri

L’allestimento curato da Kuotazio di Brescia traduce il progetto alla scala della realizzazione: pareti, porte, arredi, contenitori e impianti condividono allineamenti e quote. In un sistema divisorio come questo, la qualità finale si misura anche nella precisione degli incontri tra vetro e soffitto, tra telaio e pavimento, tra partizione e arredo.

 

Cliente: Decorluxe VMC Mottini – Chiuduno (Bg)

Progettazione: Studio ProgettoB20 Srl – Brescia

Allestimento: Kuotazio srl – Brescia

Fotografie: Studio BAMS Photo – Montichiari (Bs)